Descrizione
Artecentro Quaglino ; 1976; Noisbn; Rilegato con titoli in oro al piatto e dorso, cofanetto; 30 x 21 cm; pp. nn; Edizione fuori commercio. Volume illustrato a col. con 33 epigrammi raffigurati su tavv. ripiegate, con testo a fronte. Tiratura limitata a 1000 esemplari numerati e firmati dai due autori.; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), dedica alla prima pagina, interno pulito; Molto buono, (come da foto). ; “Ogni pagina è un capitolo a sé, ma ogni capitolo, crediamo, formi alla fine, unito agli altri, un mazzolino spinoso da usare come cilicio. Vorrei aggiungere, a puro titolo esplicativo: si prenda, ad esempio, l’ultima tavola di Togliatto, quella dedicata all’Ubi bene, ibi patria. Una donnona già disfatta, che è poi nostra madre Italia, se ne sta bellamente (si fida?) tra un massiccio reggitore di scudo istoriato di “libertas” e un esotico guerriero con una falce e un martello derivati da antichi strumenti di guerra. È la più “semplice”, a una prima lettura. Ma l’assillo dei particolari – tuniche, armi, drappeggi, atteggiamenti, ghigni, soppalchi – potrebbe invogliare il lettore a soffermarsi su ogni dipinto e scrutarne l’insito deposito di storia.
Se ci attende un Medioevo “prossimo venturo”, forse è anche con questa indignazione e questi “studi” che converrà affrontarlo. Avendo un piede nella classicità, di cui non ci vergogniamo. Salvando un po’ di latino. Maledicendo i caproni che guidano le loro greggi alla rovina. Rifiutando di essere assenti, di essere digeribili. L’altra guancia, infatti, l’abbiamo offerta tanto tempo fa.”
GIOVANNI ARPINO