Descrizione
Mulino (Le occasioni LX.); 1995; 9788815051684; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta ; 21,5 x 14,5 cm; pp. 277; Traduzione di Giovanni Arganese.; Presenta minimi segni d’uso, interno senza scritte, volume lievemente brunito; Molto buono, (come da foto). ; Storici come Ariès e sociologi come Elias hanno descritto nelle loro magistrali opere come sia mutato nel corso dei secoli l’atteggiamento degli uomini nei confronti della morte e il loro modo di piangere e ricordare i defunti. In questo libro Bauman esplora da un punto di vista sociologico uno degli argomenti «tabù» per eccellenza nelle società moderne: la morte e il morire. L’autore rintraccia la presenza della morte nella cultura e nelle istituzioni sociali, e analizza come la consapevolezza di tale evento ci costringa ad elaborare determinate strategie di vita. In particolare, nella cultura contemporanea si distinguono due diverse strategie messe in opera dagli uomini per fronteggiare la morte e dare un senso alla «biografia spezzata». La prima, di tipo moderno, mira alla «decostruzione della mortalità». Nella società moderna non si muore, si è uccisi da qualcosa. Suddivisa in una serie di eventi privati, ciascuno con la sua causa specifica, la morte, ancorché inevitabile, scompare, mentre l’attenzione si concentra sulle singole cause malattie o incidenti, queste si contingenti, evitabili e razionalmente aggredibili. La seconda strategia, post-moderna, consiste nella «decostruzione dell’immortalità». In un’epoca in cui il futuro è già cominciato, il domani non si distingue dall’oggi e la promessa dell’immortalità si dissolve in una serie di anticipate gratificazioni e soddisfazioni quotidiane, piccole o grandi ma sempre a portata di mano. Vita e morte si confondono e appaiono happening fugaci e passeggeri, messi in scena ripetitivamente e reversibilmente come nelle telenovelas. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.